
Frammenti di barriera
Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, 176 pagine, formato 14x21,5 cm
ISBN 978-88-8068-545-6
Disponibile in libreria
Recensioni
- La Sentinella del Canavese
Le storie di Gipo - La Repubblica
Il mondo piccolo della barriera - La Stampa
Gipo non molla e racconta la sua gente di Torino«Sono un patriota: della settima Circoscrizione Città di Torino, nato in barriera, cresciuto e rimasto tale». Una dozzina di parole dove c’è tutto il Gipo Farassino lodato da Giovanni Arpino e amato dalla gente del Nord Ovest. Non il politico, non il filosofo. Ma il cantautore: «Amo scrivere e cantare di loro». Frammenti di barriera è questo. Una raccolta di visi, storie, episodi, in versi e parole. Sano, spietato, diretto, di- vertente narra di lestofanti e artisti, di guasconate e tifose- rie. Si legge d’un fiato perché Gipo, anche quando scrive, è come se cantasse. - Torino Sette
Gipo e la Torino delle barriere
Estratti
In un volume inedito tutta la genialità creativa di Gipo Farassino.
Contiene anche i « Racconti senza Musica » pubblicati su TorinoSette
Contiene anche i « Racconti senza Musica » pubblicati su TorinoSette
Gipo ovvero un personaggio che avrebbe fulminato Pavese. Per il linguaggio saettante, l’amore chitarra, il mito del cortile, del caffè con biliardo, della giacchetta di cuoio, dell’amicizia severa e sarcastica.
Ma Gipo è anche altro: deraglia dai binari d’un tipico racconto pavesiano in virtù d’una maggiore e più moderna positività. Gipo è anche il «correre correre» d’una canzone, un «correre correre» che significa: tutto il futuro che possediamo è questo presente. Corri e finalmente incontrerai colui che avresti potuto essere. O impariamo a ridere, a vivere, a esistere nel presente che ci tocca, oppure questo presente ci seppellirà come un piede distratto schiaccia una formica. Questo ci dice Gipo. Con una consapevolezza critica ormai raffinata ma che mai ha perso una briciola dello scatto, della rabbia, dell’umana nostalgia e dell’umana protervia che hanno fatto di Gipo non solo un compositore, un cantante, ma una « maschera » testimoniante dei nostri tempi.
Ma Gipo è anche altro: deraglia dai binari d’un tipico racconto pavesiano in virtù d’una maggiore e più moderna positività. Gipo è anche il «correre correre» d’una canzone, un «correre correre» che significa: tutto il futuro che possediamo è questo presente. Corri e finalmente incontrerai colui che avresti potuto essere. O impariamo a ridere, a vivere, a esistere nel presente che ci tocca, oppure questo presente ci seppellirà come un piede distratto schiaccia una formica. Questo ci dice Gipo. Con una consapevolezza critica ormai raffinata ma che mai ha perso una briciola dello scatto, della rabbia, dell’umana nostalgia e dell’umana protervia che hanno fatto di Gipo non solo un compositore, un cantante, ma una « maschera » testimoniante dei nostri tempi.
Giovanni Arpino
Sommario
Introduzione
Trio Pisquano
Pane
Lovagno
Vite così
Barba Piero
Il Fatto
Blechenduait Lutrario
Fassio, il tabarin dei poveri
Il Grande Fred
Soliman
Milenco
Il bocciatore
Teresa del bur
Rita la rumba
Donne
Ritratto
Lupo
Bidonisti
Il Turco
Campione
Una donna di compagnia
Olimpia
Madama Redoglia
Interno
Galdino
Orsolina dei miracoli
Il fratello americano
Terescova
Il Toscano
Trio Pisquano
Pane
Lovagno
Vite così
Barba Piero
Il Fatto
Blechenduait Lutrario
Fassio, il tabarin dei poveri
Il Grande Fred
Soliman
Milenco
Il bocciatore
Teresa del bur
Rita la rumba
Donne
Ritratto
Lupo
Bidonisti
Il Turco
Campione
Una donna di compagnia
Olimpia
Madama Redoglia
Interno
Galdino
Orsolina dei miracoli
Il fratello americano
Terescova
Il Toscano