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Vita agricola e pastorale nel mondo

Vita agricola e pastorale nel mondo

Tecniche e attrezzi tradizionali

Cartonato con sovraccoperta a colori plastificata, con più di 900 illustrazioni, formato cm 25x35, pagine 212
ISBN 978-88-8068-166-3
PREMIO GAMBRINUS MAZZOTTI 2001 etnografia e artigianato di tradizione

 


Soltanto Mariel Jean-Brunhes Delamarre poteva realizzare questo capolavoro. Questo libro infatti è unico ed è il risultato di tutta una vita di ricerche etnologiche senza eguali.
Ogni attrezzo, ogni oggetto qui presentato ci mostra un mondo in via di scomparsa. Come per tutte le creazioni umane nate da necessità impellenti e legate alle funzioni essenziali della vita, soluzioni ingegnose e razionali sono sorte ovunque per risolvere i problemi della vita quotidiana. Ma in tutto ciò c’è un che di misterioso. Alla funzionalità, infatti, si aggiunge la bellezza, questa componente sempre presente fin dall’origine delle cose. Questi oggetti sono unici. E malgrado, o forse proprio per questo, sia per il sudore che per la sofferenza che li accompagnano, essi ci commuovono e ci coinvolgono fortemente.
Attraverso essi, oggi noi possiamo riconoscere gli uomini e le donne che li hanno fabbricati e utilizzati. Meglio ancora, in essi possiamo riconoscere noi stessi.
Comprendiamo che lo scopo comune è di sottomettere sì la natura, ma non ferendola quanto piuttosto seguendone le leggi.

Dalla prefazione di Francesco Fedele

Vita contadina, “tradizione”, tecniche e oggetti del tempo che fu… Ogni volta che le si sente, vibra in queste parole uno spessore di realtà, di tempo, di suggestioni, al quale è difficile resistere. Più difficile ancora se le parole vengono con l’immediatezza, con l’urto delle immagini, o perfino delle impressioni tattili, degli odori, dei sentori. Come quando capita di entrare in una vecchia cascina, o in uno degli infiniti musei di arti tradizionali, di vecchi arnesi contadini, talvolta appunto allestiti in vecchie cascine. O come quando si è catturati dalle pagine di un libro, e di questo in particolare, che è allo stesso tempo un libro bello a vedersi e un capolavoro.
Ognuno di noi è soggetto in questi casi a una strana tensione tra il comprensibile e l’enigmatico, tra la nozione confortevole del familiare e vicino, da una parte, e l’impressione di una distanza incolmabile, irreversibile, che affascina e inquieta. Esperienza affine è lo sfogliare un album di ricordi di famiglia: vi sono cose che sono “noi” e cose (le stesse o altre) che ormai più non lo sono. Mutamento culturale, “storia”, un oggi che diventa ieri… Eccoli direttamente provati sulla nostra pelle, osservati e sofferti nel quotidiano, in questo modo di vita incalzante che seduce e non lascia tempo. Che poi si tratti di storia personale o di storia collettiva è secondario, l’impressione è la stessa. […]
Unica nel suo genere a questo livello, l’opera abbraccia il mondo intero, fornendo senza dirlo una dissezione di umanità. Brevi testi conducono il lettore con mano leggera attraverso un programma semplice e chiaro: ci dice Mariel – come le piace essere familiarmente chiamata – che l’argomento vuole anzitutto immagini, fotografie, e che le novecento immagini del libro sono state scelte non solo per informare ma soprattutto per colpire il lettore, per provocarlo a interrogarsi. In questo senso i testi hanno lo scopo di dare o di suggerire risposte, di indicare il percorso per riflessioni ulteriori. […]
 
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