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Storie di Terra

Storie di Terra

Renzo Igne

Brossura editoriale, formato cm 21x24, pagine 88

ISBN 978-88-8068-090-1
Versione italo-tedesca

 


Testi di Donatella Taverna, Francesco De Caria, Aldo Moretto, fotografie di Francesco Gioana
 
Dal testo in catalogo di Francesco De Caria
 
IL MEDIOEVO NOVECENTESCO DI RENZO IGNE

C’è una costante nell’arte di Renzo Igne, che balza evidente, anche a uno sguardo superficiale: l’attenzione, pur nell’indubbia modernità, alle forme dell’arte medioevale, in cui si riflette un’epoca ricca di contrasti, di drammatica lotta fra materia e Spirito, di notevole tensione intellettuale.
E lui, demiurgo che sa mantenere la prima delle virtù cantate dai poeti dell’età di mezzo, l’Umiltà, capacità di ascolto, superamento del proprio angusto orizzonte, accesso necessario all’itinerario della mente verso la Verità, plasma la materia informe per antonomasia, l’argilla, l’infinita Potenza di quei filosofi antichi, cui il Medioevo guardò con ammirata attenzione, per dare forma a quanto la nostra concitata cultura contemporanea suggerisce.
C’è infatti nella sua Arte, come nella nostra epoca, il desiderio di ritorno alle radici medioevali della storia europea; c’è la dimensione mistica, nei suoi Santi, che talora – come è proprio di certa novellistica medioevale e della nostra età, venata di Positivismo – diventa anche ironia, divertita e seria allo stesso tempo, di fronte ai suoi Evangelisti un po’ panciuti, essi stessi ritratti dalle Scritture come materia incredula e talora riluttante, esposta al soffio dello Spirito; e c’è ironia ariostesca nei Cavalieri, nelle Donne musicanti, che diventano pupi o giocattoli mobili, non dimenticando le indicazioni di certa arte del nostro secolo – dal Futurismo a Calder… – che inseriscono nell’opera la mutevolezza del movimento, del Tempo associato allo Spazio. C’è l’analisi della natura, nei grandi frutti, nei baccelli, aperti, notomizzati, ingigantiti come per calarsi nelle intime fibre, in un atteggiamento scientifico, eppure aperto al Mistero; e c’è la Natura stessa nei grandi alberi, un po’ naïf, tra i cui rami, mossi da meccanismi ingegnosi nella loro semplicità, si muovono uccelli, la natura che il nostro tempo ha destituito di ogni sacralità, manipolandola, violandone spesso i confini; e, nello stesso tempo, la natura idealizzata, schematizzata, stilizzata nelle opere prodotte da artisti e poeti medioevali.
Questo, dunque, il carattere di fondo dell’opera di Renzo Igne: un guardare all’epoca contemporanea, attraverso la trama di fondo dell’arte medioevale, referente che diviene di per sé strumento espressivo. […]

 
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