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Sardegna 360°

Sardegna 360°

Cartonato con sovraccoperta plastificata a colori, formato cm 34,5x31 con 59 fotografie che si aprono a 2, 4, 6 ante fino a 2 metri di lunghezza.Testi in italiano e inglese. Didascalie in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo e giapponese
ISBN 978-88-8068-479-4
Disponibile in libreria

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Estratti



Se chiedete a cento sardi com’è la Sardegna, novanta vi risponderanno che la Sardegna è diversa. Inutile obiettare che, a suo modo, ogni paese del mondo è diverso. La sensazione di una diversità fa parte integrante dell’immagine che i sardi hanno di sé e della propria terra. A giustificarli ci sono la geografia e la storia. La geografia: la Sardegna è un’isola, e l’insularità marca fortemente il destino di ogni isola e agisce robustamente, nei secoli, sul carattere della gente che ci abita.
La Sardegna è la più «periferica» delle isole del Mediterraneo, in particolare del Mediterraneo occidentale. Il canale che divide la Sicilia dal continente è una manica di lago, ma per la Sardegna la costa più vicina è addirittura quella africana: da Capo Teulada a Biserta ci sono centocinquanta chilometri, ce ne sono duecentotrenta da Olbia alla costa tosco-laziale, trecentocinquanta fra la Gallura e la Liguria, cinquecento fra Alghero e le coste di Catalogna. Così l’insularità porta anche isolamento. Lucien Febvre insegnava tanto tempo fa che ci sono due tipi di isole, l’isola-carrefour e l’isola-conservatoire. L’isola-crocevia è quella in cui le correnti della civiltà s’incontrano e magari anche si scontrano, ma animando un’accelerazione delle culture che vi si sono insediate; l’isola-deposito resta ai margini di queste grandi correnti, che la lambiscono alla lontana, anzi quasi la evitano, sicché i tempi della storia vi si depositano come una lenta polvere. La Sicilia è un’isola-crocevia, la Sardegna un’isola-deposito, diceva lui stesso.
Oggi la distinzione non è, secondo molti, così netta. Non sempre la Sardegna è stata così isolata come si pensa, anzi il mare – che i sardi non amano, diceva un vecchio luogo comune di antropologi e geografi – ha agito spesso collegando l’isola al resto del mondo, facendo approdare alle sue rive navigatori, mercanti, esploratori, soldati, imprenditori avventurosi che hanno portato ciascuno il loro granello di novità, la loro piccola lezione. A cominciare da quei fenici che, sbarcando sulla costa di Nora nei secoli iniziali del primo millennio avanti Cristo, segnarono su una pietra un grumo di lettere che gli scienziati leggono come il primo nome della Sardegna. […]

 
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