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Un'idea di Roma

Un'idea di Roma

Cartonato con sovracoperta plastificata a colori, formato cm 21,5x28, pp 144, con 90 illustrazioni a colori
ISBN 978-88-8068-730-6
PREZZO ANTICRISI!

 

Estratti



In una scansione storica fortemente simbolica per la cultura occidentale, Gabriella Arduino, rinnovando la plurisecolare tradizione dei pittori venuti a Roma dal nord, ricostruisce nei quadri e nei disegni raccolti in questo libro la sua personale visione della città. Il testo di Maurizio Pallante l’accompagna in un itinerario nello spazio e nel tempo, tra le vicende storiche individuali e sociali racchiuse nei suoi monumenti che Roma racconta soltanto a chi sia disponibile a risalire diacronicamente i decenni e i secoli del loro farsi. Ne scaturisce un ritratto della città intrigante e insolito, in cui le sensibilità dei due autori concorrono a delineare un’idea di Roma. Una delle tante che la città ha suggerito e suggerirà a chi le dedichi, parafrasando le parole di Dante, un po’ del suo studio e del suo amore.

Dall'introduzione

Tra la fine del secondo millennio e l’inizio del terzo, dopo centotrenta anni di ottusa violenza nei confronti della sua storia in nome della modernità e del progresso, di lacerazioni aperte in un tessuto urbano che si era formato per successive stratificazioni nel corso dei secoli, di devastante speculazione edilizia non solo nella corona dei casali, delle vigne e degli orti che stemperavano il passaggio dalla città alla campagna circostante, ma anche nei parchi delle ville urbane e nelle aree centrali liberate dal piccone demolitore; dopo cento anni di ininterrotto afflusso di masse di diseredati in cerca di lavoro e di avventurieri in cerca di facili fortune, dopo settant’anni di cinema, cinquanta di televisione e quaranta di motorizzazione di massa, i monumenti che restano del suo passato bastano ancora a conferire a Roma la sua inconfondibile fisionomia e un valore culturale di cui non si può fare a meno? O sono ormai soltanto un’offerta turistica dell’industria del tempo libero? Che, à la guerre comme à la guerre, utilizza come strumento di concorrenza anche l’in più di una peculiarità religiosa altrove non proponibile? Tale potrebbe sembrare all’apparenza la situazione a chi iniziasse il suo itinerario romano dal Colosseo, tra comitive di turisti che alzano la testa sincronicamente, guardando tutti nella stessa direzione, allo stesso momento e per la stessa durata di tempo ciò che il loro cicerone-burattinaio indica, in attesa della mezz’ora di pausa per farsi fotografare in compagnia di patetici similcenturioni che brandiscono sorridendo spade di latta (che ce tocca a ffà pe maggnà). O dal Circo Massimo adibito a ipermercato di sacramenti somministrati frettolosamente (prenda il numero e si metta in fila in attesa del suo turno, sarà servito al più presto). Certo in viaggio a Roma non si possono tralasciare i luoghi che la connotano nell’immaginario collettivo. Il Palatino, i Fori, il Campidoglio, Fontana di Trevi, piazza di Spagna, San Pietro, il Pantheon, piazza Navona, Castel Sant’Angelo la caratterizzano così profondamente che se non si visitassero non si potrebbe dire di averla vista. Ma non sono tutto. […]

INDICE

Un’idea di Roma
Il Celio
Il Colosseo e i Fori
Il Palatino e il Campidoglio
Il Foro Olimpico e il Foro Boario
L’Aventino
Il Campo Marzio Trastevere e il Gianicolo
Il Vaticano e Castel Sant’Angelo
Il Viminale e l’Esquilino
Un itinerario barocco
Le mura aureliane e i monumenti fuori porta
 
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